"La Lega è nata un po' per scommessa: volevamo verificare se di fronte a un'evidenza come quella della devastazione culturale indotta dalla TV fosse possibile fare qualcosa. In effetti nel nostro paese solo poche voci si erano levate a denunciare la situazione (esasperata dopo l'avvento delle televisioni private). Gli stessi testi sacri della riflessione intorno agli effetti della televisione sui bambini e gli adulti, come il libro della Winn (che presentiamo in questo numero), quello del Mander e altri (che ci ripromettiamo di presentare in futuro) avevano avuto scarsissima diffusione. Di fatto non avevano varcato i confini degli istituti universitari specializzati. Era possibile farli conoscere meglio, ci si chiedeva. E d'altra parte esistevano esempi positivi e incoraggianti, in particolare il caso del fumo, dove si erano visti i risultati di una seria campagna di informazione…"