Ci permettiamo di segnalare alla sua attenzione il Convegno su Pavel FlorenskijPavel Florenskij è nella lista degli autori che hanno significato qualcosa per me. Chissà che in futuro non abbia l'occasione di parlare di questo straordinario personaggio.
http://www.iconografi.it/convegno_su_Florenskij.htm
"Ricordavo ancora (a dieci anni avevo servito messa) certi passi della messa in latino; e li confrontavo all'italiano cui erano stati ridotti; propriamente ridotti, e anche nel senso di quando si dice com'è ridotto il tale"(Leonardo Sciascia, Todo Modo, in Opere 1971-1983, Milano, Bompiani, 1989, pag. 120).
"Mi sembra che vi dimentichiate di coloro a cui non è stata data abbastanza forza per giudicare da soli, per affrontare la fede spoglia di misteri, di riti. Parlate tanto dei poveri ma sembra non pensiate a questa povertà… Dicevano tutto quello che potevano dire accendendo un cero. Era la visione della tonaca che dava l'idea del prete, sentivano il mistero ascoltando il latino"(Georges Brassens, da un'intervista ad André Sève - Frère André, in Tutte le canzoni, Padova, Muzzio, 1991, pag. 275).