In questi quattro anni di vita in clausura, fra i libri del mio convento dove sono stata bibliotecaria, e poi altri quattro anni nello solitudine di un eremo, ancora tra i libri, ho trovato lo spazio per modificare la vita, incentrandola sulla conoscenza di Dio e di me stessa, come Caterina da Siena e Giuliana di Norwich hanno scritto. Ho trovato in questi testi (i libri del mio convento che ho dovuto abbandonare e i miei propri, che ancora ho) le voci dei secoli, le voci delle donne e degli uomini, le parole scritte nell'amore di Dio e del prossimo, e ne è nata una conversazione sacra; tali parole io oggi cerco di condividere con tutti voi. Allo stesso tempo vedevo attorno a me tanta sofferenza, fra i giovani, fra i poveri, fra i ricchi, i potenti, sentivo il dolore per le devastanti bombe a Nairobi, in Kenya, ad Omagh, in Irlanda. In quel periodo ho studiato gli effetti del trauma sull'individuo, cercando di capire il male riconosciuto e sperimentato nel mio convento, nella mia famiglia, nelle chiese, nei monasteri. Fra gli ulivi di Ontignano ho trovato una cosa semplice ma buona per la guarigione del corpo, della mente, dell'anima, ho scoperto i doni che le foglie benedette di ulivo ci porgono. Il vescovo di Fiesole, un sacerdote olivetano e don Divo Barsotti hanno benedetto queste foglie, prima che fossero spedite in Africa, in Irlanda, in Australia, in America. Non ho niente,
Non sono nessuno,
Cerco soltanto il dolce
Gesù in Gerusalemme.
“vidi come una piccola cosa parva [piccola] quanto una nocciola nel palmo della mia mano, e udii Dio spiegare che essa era tutto ciò che è creato, e che lui ama. Non disprezza nessuna cosa da lui creata”. Ella spiega che tale cosa pareva così piccola poiché era la creazione stessa vista alla presenza del Creatore. Riprende questo dalla visione avuta da un discepolo di san Benedetto e narrata a sua volta da san Gregorio al suo discepolo Pietro: san Benedetto era in preghiera quando il suo discepolo vide tutto l'universo divenire un unico raggio di sole, e san Gregorio spiega che il cosmo è divenuto cosi piccolo in quanto era la creazione stessa alla presenza del Creatore.