| Si fanno cavalieri del lavoro commendatori con titoli vari, nella ristretta cerchia di coloro che bussan sempre carta di denari. |
| S’innalzan cippi, lapidi ricordo per questi insigni, nobili affaristi mentre la gente, con dolente accordo unanime commemora quei tristi. |
| Però quando si spegne in un tugurio un eroe senza gloria semplice, onesto, laborioso oscuro martire, senza storia, |
| come un insetto minuscolo passa, simbolo illustre che la società un volgare lo chiama, della massa al margine lo spinge, per viltà. |
| La miseria ti spinse “eroe scomparso” lungi dalla tua terra per procacciare il pane troppo scarso, alla famiglia intera. |
| Per più di cinquant’anni ogni frontiera passar ti vide triste od anelante fier bucheron, di quella folta schiera come nomade, errante. |
| Vita tremenda, quasi primitiva nella brutezza sua nobiltò quell’espressione d’una forza viva che di nessuna infamia si macchiò. |
| Quanti milioni di eroi senza gloria come te son passati all’aldilà scrivendo col sudore tanta storia per questa ingrata, pigra società. |
“bella (e profonda) idea del dispendio (che viene dalla scuola di Durkheim-Mauss)”richiamata dall’amico Pietro De Marco nel n° 359 e, di conseguenza, confuti le teorie positiviste secondo le quali l’idea del lusso (v. Giovanni Verga) nascerebbe, per pochi, solo dall’estrema ricchezza e dall’allontanamento dalle necessità materiali. Credo proprio che sull’argomento varrà la pena soffermarsi un po’.