“resta ben poco di autonomamente pratico-politico nelle discipline della materia bioetica e coniugale perseguite da legislatori e supreme Corti nel mondo”, coglie la nuova, epocale, faglia di frattura e di discrimine fra due concezioni del mondo irriducibilmente opposte. Non possono esistere mediazioni su un principio simbolico, perché l’incrinatura può sembrare lieve o quasi impercettibile sul momento, ma è destinata fatalmente ad allargarsi, non a richiudersi. I più intelligenti (e pazienti) fra i “progressisti” di casa nostra l’hanno capito benissimo e sono stati ben lieti della “mediazione” raggiunta sui DICO. Nessuno di loro, infatti, si è mai espresso con chiarezza sui limiti che considerano invalicabili. Non li hanno ma non possono dirlo, e non casualmente nessun giornalista ha posto loro la domanda con chiarezza. Avrebbe messo a rischio sia il governo che il PD.