“Eppure fu proprio Pasolini uno dei primi a bocciare l’esperienza della scuola di Barbiana, contestando duramente i suoi animatori: «La vostra posizione è più simile al maoismo che alla nuova sinistra americana... più simile alle posizioni delle Guardie Rosse».”Per la verità io avevo nominato Pol-Pot, ma dov’è la differenza con Mao? Martinelli segnala anche una lettera milaniana, sul comunismo, di notevole interesse: la trovate a www.barbiana.it/opere_lettere.html.
“quanto pericoloso fosse quel libro per quanti non erano sufficientemente ‘preparati’ a leggerlo”e che quel libro, di fatto la Bibbia del donmilanismo, era sbagliato: un
“grosso granchio”. Questo è verissimo e molto importante, lo tratteremo estesamente in un prossimo numero. Luca Pignataro, invece, ha mostrato la palese autocontraddittorietà dei donmilanisti ed ha revocato in dubbio le ragioni di don Milani contro il giovane vicchiese definito dal prete di Barbiana
“un imbecille”. Su questi ultimi due punti voglio soffermarmi.
“Ha mai riflettuto sull’assurdo che a lodare la scuola di don Milani (una scuola privata, in fondo) sono i sostenitori dell’assoluta prevalenza della scuola statale?”
“Per non parlare del fatto che ormai nelle scuole (compresa la media in cui ho insegnato io negli anni scorsi) i docenti devono decidere se organizzare la festa di carnevale per i ragazzi (‘perché sennò da soli si ubriacano’) o magari, al liceo classico (capita anche questo!), la settimana in montagna… Il bello è che a fare così sono gli stessi che poi proclamano di ammirare don Milani!”
“una delle tre: o è utile, o è inutile, o è dannoso. Se è inutile è immorale, se è dannoso è immorale e se è utile tocca a qualcuno dimostrarmelo.”) con perle come l’ “Appello ai sacerdoti, comitati feste patronali, politici e laici delle città d’Italia. - Meno fuochi d’artificio, più compassione”, allo stesso tempo propagandano le idee, certamente a noi più care ma diametralmente opposte, del M.A.U.S.S. Movimento antiutilitarista nelle scienze sociali?
“Per me sarebbe una umiliazione tremenda se uno mi domandasse: «Cosa stai facendo? Perché lo stai facendo?» e dovessi restare a bocca aperta senza rispondere. E educo i miei ragazzi così, a saper dire in qualunque momento della loro vita, cosa fanno e perché lo fanno.”Epimeteo, che per Konrad Weiss è il Cristiano, non si pone troppe domande. Accetta fiducioso le usanze date senza cercarne la ragione, è perciò anche l’uomo della tradizione e della comunità: “le storie le raccontano i Griot, perché l’hanno sempre fatto”. Illich ricorda quanto i prometidi Greci lo rimproverassero:
“il nome «Epimeteo», che significa «colui che capisce a posteriori», era considerato un sinonimo di «sciocco» o di «ottuso»”.
“Senti cara, due anni fa, mi trovai a fare una leticata in piazza a Vicchio. C’era un imbecille di giovanotto che diceva che lui portava la cravatta per parare il freddo. Fece fare una risata a tutti. Poi provò a dire: «Perché mi piace». Per l’appunto vedo che a tutti intorno piace la stessa cosa, sicché non ci credo. Difatti lui portava la cravatta non perché l’avesse scelta, ma perché la portano gli altri.”Forse in quel giorno del 1963, nella piazza di Vicchio, si ripeteva la scena mitologica del dissidio tra i due fratelli titani, e questa volta Epimeteo indossava una cravatta mentre Prometeo portava un colletto da prete.