“le nazioni sono il sottoprodotto spontaneo dell’interazione sociale. Il risultato dipenderà dalla mano invisibile anche nel caso ci sia una consapevole decisione costruttiva di una nazione.”
“Il processo della mano invisibile, che è stato brillantemente discusso da Adam Smith, dipende, ed è segretamente guidato, da una struttura legale e istituzionale”. Il che però è in contraddizione con l’affermazione che l’esistenza di una legge comune e condivisa, ossia di un contratto sociale, presuppone il preesistere del NOI, cioè un vincolo comunitario.
“le nazioni non sono definite da una affinità o da una religione, bensì da una patria. L’Europa deve la sua grandezza al fatto che le lealtà primarie dei suoi popoli sono state separate dalla religione e ricondotte alla terra”.
“le lealtà nazionali possono essere molteplici e accoccolarsi una dentro l’altra senza che vi sia conflitto (pag. 23) e che nel momento in cui le lealtà [nazionali] sono definite dal territorio, proprio come i territori possono essere incluse l’una nell’altra.”(pag. 24). Sembra così possibile l’esistenza di uno stato nazionale che includa più nazioni. Contraddizioni in termini insuperabile: o ciò che è incluso nello stato nazionale non sono nazioni, oppure quello stato non si può definire nazionale, a meno che si dia al termine nazione un significato così vago da renderlo inusabile. A parte il fatto che in realtà la grandezza dell’Europa, il suo essersi fatta faro di civiltà nel mondo è dovuto proprio alla religione cristiana che ne è stato il cemento spirituale ed anche la premessa del suo sviluppo economico e tecnico, è il concetto di Nazione assimilato a quello di Patria che mi sembra debole.
“Con nazione voglio indicare una popolazione insediata in un certo territorio, che condivida lingua, istituzioni, usi, senso della propria storia e che si consideri parimente impegnata nei confronti sia del luogo luogo sia del processo legale e politico che lo governa”.
“L’unico connotato indispensabile per l’esistenza di una nazione è che i suoi membri condividano una convinzione intuitiva circa l’origine e l’evoluzione del gruppo, come separate (da quelle altrui). Affermare che qualcuno è membro della nazione giapponese, tedesca o tailandese significa identificarsi con quei popoli attraverso il tempo. O piuttosto al di là del tempo. … Le convinzioni che riguardano le particolari origini e l’evoluzione di una nazione appartengono alla sfera del subconscio e del non razionale.”
“la chiave della nazione non è la storia cronologica o fattuale, ma la storia come viene sentita e percepita”.
“… Io so che tutti sono uguali. La mia ragione me lo dice. Ma nello stesso tempo io so che la mia nazione è unica ... Il mio cuore me lo dice. Non è saggio portare a un denominatore comune le voci della ragione e dell’emozione”.
“un’archetipo della psiche umana, un’invariante psicologica ed affettiva con la quale l’uomo ha dovuto fare i conti, in ogni epoca, nei momenti di fondazione-rifondazione della Polis, su nuovi valori e prospettive”.
“della coscienza solare, esclusivamente maschile, attiva, diretta al visibile e svalutativa del passato, dell’oscuro, del materno e quindi, in definitiva, di ciò che consente, con la sua recettività, la costituzione dei legami primordiali”.
“far cadere sulla terra un veleno che la isterilisce e uccide ogni cosa”.