“L’appuntamento è per domenica in Piazza San Pietro, per la recita dell’Angelus. L’invito è partito questa mattina dal Cardinale Vicario di Roma, Camillo Ruini, che in una nota ha invitato tutti a manifestare, con questo “gesto di affetto e di serenità”, la propria solidarietà a Joseph Ratzinger a seguito di “una vicenda – si legge nel comunicato – che colpisce dolorosamente tutta la nostra città”. Il Vicariato, spiega il Cardinale Ruini, “ha seguito passo dopo passo, in stretta collaborazione con i competenti organi della Santa Sede, le tristi vicende che hanno costretto il Santo Padre a rinunciare alla visita all’Università La Sapienza, alla quale era stato da molto tempo invitato”. Credenti e non credenti della Fondazione Magna Carta, in linea con lo spirito liberale che da sempre anima il loro impegno e che ogni anno ispira gli incontri di Norcia, saranno presenti domenica in Piazza San Pietro per assistere all’Angelus e testimoniare la propria convinta e sentita solidarietà nei confronti di Papa Benedetto XVI.”
State sicuri che ci saranno anche quei refrattari del Covile. Ma oggi è meglio illustrare la situazione con post da due siti. Il primo (“Un post per sopportare i mala tempora”) è di Riccardo De Benedetti e si trova nel suo blog filosofico It is an age of exhausted whoredom groping for its god. Il secondo lo prendiamo da Bizblog, che assumiamo automaticamente tra i nostri siti freschi.
Il ricordo di un vero «scientista» e dei suoi corsi universitari
Anno accademico 1975-1976, Facoltà di Lettere e filosofia, Università degli Studi di Milano, cattedra di Filosofia della scienza, prof. Ludovico Geymonat. Il corso di quell’anno era dedicato all’«Epistemologia di Bachelard». Ho ricordi precisi della faticosa eleganza con cui Geymonat portava alla bocca la sua sigaretta mentre mi scrutava in attesa che dicessi qualcosa di sensato durante l’esame. La sua vecchiaia mi sembrava straordinaria, il suo pensiero meno… ma solo perché di Bachelard aveva criticato la parte dedicata alla “metafisica” della rêverie, che allora leggevo avidamente. Nell’esercitazione correlata al corso Roberto Maiocchi tenne lezioni dedicate a «Fisica e convenzionalismo». In questo momento ho le dispense sotto gli occhi, ciclostilate e sempre più stinte dal tempo. Il primo capitolo era dedicato ad «astronomia matematica e astronomia fisica». Leggo e cito in questa giornata che per la cultura italiana non saprei definire se più stupida e insensata o catastrofica:
Ad accogliere il moto della Terra unicamente quale ipotesi matematica fruttuosa spingeva la prefazione anonima al libro di Copernico, opera del teologo luterano Andrea Osiander. Questi afferma che compito dell’astronomo è quello di ricavare la storia dei moti celesti da diligenti osservazioni e quindi di escogitare cause ed ipotesi […] Ma non è necessario che le ipotesi siano vere, anzi nemmeno verosimili, bensì è sufficiente che il calcolo si accordi con le osservazioni […] Questo atteggiamento non può essere visto semplicemente come il frutto di una mentalità conservatrice: l’idea della Terra in movimento era stata respinta non solo perché in contraddizione con una concezione ben radicata dell’uomo, del mondo, di Dio, ma anche in base ad argomenti fisici. Per l’esperienza dell’uomo comune è inimmaginabile l’idea di essere in movimento costantemente […] il principio di relatività galileiana afferma che è impossibile decidere, sulla base di esperienze meccaniche compiute all’interno di un sistema fisico qualunque, se esso sia in quiete o in moto rettilineo uniforme. Questo principio demolisce gli argomenti di Tolomeo […] se è vero che Galileo sgombra il campo delle obiezioni tolemaiche, è anche vero che, così facendo, non porta una prova a favore del moto della Terra. Infatti se un tolemaico non può affermare, in base al principio di relatività, che la Terra sta ferma compiendo esperimenti meccanici rimanendo su di essa, lo stesso principio ci vieta di affermare che la Terra ruota. […] È da sottolineare, infine, che nella sua azione contro Galileo, gli esponenti più aperti della Chiesa (in particolare i Gesuiti) non assunsero un atteggiamento di rifiuto immotivato del copernicanesimo ma, riprendendo la posizione di san Tommaso, si rifugiarono nel tentativo di svalutare tale teoria a semplice strumento matematico. È famosa, a questo proposito, la posizione del Cardinal Bellarmino […] Pierre Duhem potrà affermare, alla luce delle proprie convinzioni epistemologiche, che i più recenti progressi della fisica hanno dimostrato che: «La logica era dalla parte di Osiander, Bellarmino e Urbano VIII e non dalla parte di Keplero e di Galileo, che i primi avevano capito l’esatta portata del metodo sperimentale, mentre i secondi in questo si erano ingannati» [P. Duhem, Essai sur la notion de théorie physique de Platon à Galilée].
Delle tre risposte alle seguenti domande, solo una è giusta. Dica il candidato quale.
1) Chi fu il primo a calcolare l'accelerazione di un corpo in caduta libera? (*)
Renè Descartes
Galileo Galilei
il gesuita G.B. Riccioli
2) Galileo Galilei, non abbiente, prima di terminare gli studi universitari, era già noto per aver scoperto che l'oscillazione di un pendolo di lunghezza determinata ha una frequenza costante. In seguito ...
Ottenne una borsa di studio riservata agli studenti indigenti ed entrò a far parte del corpo accademico
Gli venne negata la borsa di studio e pertanto abbandonò l'università
Gli venne negata la borsa di studio ma completò ugualmente gli studi ed entrò a far parte del corpo accademico
3) Le macchie solari ...
furono scoperte da Galileo e un gesuita lo accusò slealmente, al processo, di avergli rubato la scoperta
furono scoperte da un gesuita ma Galileo lo accusò slealmente, prima del processo, di avergli rubato la scoperta
Furono scoperte da Keplero
4) Il papa Urbano VIII (Maffeo Barberini), pontefice all'epoca del processo a Galileo ...
era un vecchio amico di Galileo e uomo colto e aggiornato in fatto di scienza
era un vecchio nemico di Galileo (che gli aveva trombato la sorella), e riteneva la nuova scienza inferiore alla magia
era un oscurantista dedito alla persecuzione di scienziati, maghi e uomini di cultura in genere.
5) Durante il processo Galileo
fu torturato a lungo fino all'abiura
non fece nemmeno un giorno di prigione, né subì alcuna tortura
fece circa 3 mesi di prigione a Castel Sant'Angelo
6) Quali furono le condizioni poste dagli inquisitori a Galileo?
Galileo avrebbe potuto sostenere l'eliocentrismo ma specificando che si trattava di una teoria non ancora dimostrata dai fatti
Galileo avrebbe dovuto sostenere che il sole girava intorno alla terra
A Galileo sarebbe stato vietato di guardare il cielo col cannocchiale, essendo il cannocchiale opera del demonio. Doveva inoltre dire 3 Paternoster e 4 Ave Maria tutte le mattine
7) La teoria eliocentrica ai tempi di Galileo
era già effettivamente dimostrabile da dati di fatto, come del resto Galileo fece al processo
non aveva ancora prove definitive e del resto Galileo non fu in grado di produrle al processo
era di dominio pubblico presso sette segrete
Profilo del test in base alle risposte:
7 risposte esatte: scommetto che non ti sei laureato, proprio come il buon Galileo. Guarda che rischi l'inquisizione anche tu. (stavolta, quella laicista, of course)
da 5 a 6 risposte esatte: non male; allora hai letto qualcosa oltre i giornali, i libri di testo scolastici e le dispense della facoltà.
da 2 a 4 risposte esatte: Forse non ci crederai, ma sei al di sopra del lettore medio di Eugenio Scalfari.
1 risposta esatta: non ti disperare, sei nella media italiana.
0 risposte esatte: Bravo! Ammesso! Sei pronto per entrare nel Kollettivo studentesco daaaa Sapienza.
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(*) In realtà è controverso se sia stato Galileo o Riccioli a farlo.