“Il Battistero di Firenze è l’ultimo edificio eretto sulla terra dai discendenti degli artefici ai quali Dedalo fu maestro; e la Torre di Giotto è il più bello di quelli eretti sulla terra sotto l’ispirazione degli uomini che innalzarono il tabernacolo nelle solitudini del deserto. Di opere greche viventi esiste solo il Battistero di Firenze; mentre, delle opere cristiane viventi, nessuna è perfetta come la Torre di Giotto”.L’altezza interpretativa, non importa quanto condivisibile oggi nei suoi particolari, permetteva a Ruskin di affermare la santità del luogo, di “quell’oasi unica sulla terra”, per la storia del mondo. Quest’oasi simbolicamente potente, che già la mutazione borghese postunitaria non poteva intendere, va riacquisita, assolutamente; certo, non con “gesti” di cui non si coglie la portata, con sfregi, “tagli”, di irrazionale modernità.
“uniform skyline”che dà un senso di antinaturale, di antiumano, di desolazione. È ciò che provo sempre alla fermata dell’autobus vicino piazza Dalmazia quando passano di fronte a me gli inutili torpedoni della linea 28.
