1) Adolf Loos, da
Ornamento e delitto:
«Io ho scoperto e donato al mondo la seguente nozione: l'evoluzione della civiltà è sinonimo dell'eliminazione dell'ornamento dall'oggetto d'uso. Credevo di portare con questo nuova gioia nel mondo, ma esso non me ne è stato grato. Tutti ne sono stati tristi e hanno chinato il capo. Provavano un senso di oppressione di fonte all'idea che non si possa più produrre un ornamento nuovo. Ma come, ciò che può fare ogni negro, che hanno potuto fare tutti i popoli e tutti i tempi prima di noi, è precluso soltanto a noi, uomini del secolo diciannovesimo?»
2) Dal sito di Carla Marchetti
Finestre di Liguria www.macalu.it/finestre/finestre.html, Agosto 2005
«Esiste in Liguria, soprattutto intorno a Genova e nel Levante, l'usanza e il gusto di decorare le facciate della case con grande ricchezza di particolari, che spesso creano immagini illusorie, tipo trompe l'oeil. Arte alquanto antica, sembra, e in parte suggerita dall'esigenza di sostituire decorazioni a stucco che sono deteriorabili (il salino, si sa, corrode anche la pietra) con copie più a buon mercato e più facilmente restaurabili. Tuttavia l'impressione è che più dei relativi vantaggi materiali ciò che interessa è l'estetica e il gusto per i particolari e le invenzioni. Per una volta (ma non è l'unica...) i genovesi, così celebri per la loro parsimonia, anzi tirchieria, si dilettano di decorazioni apparentemente futili e superflue, e il millantato risparmio di materiale sembra quasi una scusa per indulgere in un divertimento. Si trovano per esempio architravi e colonne dipinte, intere finestre, chiuse socchiuse o spalancate su interni immaginari, e balconi, con raffinate ringhiere di ferro battuto, e persino particolari curiosi, come fiori e gatti che dalle finestre si sporgono. Talvolta l'illusione è così forte, che davvero inganna l'occhio. e si fa fatica a distinguere l'apparenza dalla realtà. Più frequentemente l'effetto è di una decorazione più o meno raffinata e complessa che colora e accende case e palazzi.»
(3) Jean Loup Pivin in ESSAY & WRITINGS On African contemporary Art : “Ornement is not a crime”, traduzione di Gail de Courcy.
www.revuenoire.com/en/textes.php?article=ornement