“Non indigniamoci che i corpi mortali si disgreghino: ecco che possono anche le città morire.”
Rutilio Namaziano [c.a 401-404 ]
“Se tu riguardi Luni e Orbisaglia
come sono ite, e come se ne vanno
di retro ad esse Chiusi e Sinigaglia,
udir come le schiatte si disfanno
non ti parrà nova cosa né forte,
poscia che le cittadi termine hanno.”
Dante Alighieri [c.a 1304 ]
“La vecchia Parigi non esiste più.”
Charles Baudelaire [1861]
“La caratteristica stessa della storia è questo stesso cambiamento, questa generazione e questo corrompimento, quest'abolizione continua, questa rivoluzione perpetua. Questa morte.”
Charles Péguy [1910]
“Io mi limiterò dunque a poche parole per annunciare che Parigi, checché ne vogliano dire altri, non esiste più.”
Guy Debord [1978]
“Qui era l'antica dimora del re di Wu. L'erba fiorisce in pace sulle sue rovine.Parigi allora, entro i confini dei suoi venti Arrondissements, non dormiva mai tutta intera, e permetteva alla deboscia di cambiare tre volte quartiere ogni notte. Non se ne erano ancora “disuniti e dispersi gli abitatori”. Vi restava un popolo, che aveva dieci volte barricato le sue strade e messo in fuga dei re. Era un popolo che non si appagava d'immagini. Non si sarebbe osato, quando ancora viveva nella sua città, fargli mangiare o fargli bere quello che la chimica di sostituzione non aveva ancora osato inventare.
Là, il profondo palazzo degli Tsin, sontuoso un tempo e temuto.
Tutto questo è finito per sempre, tutto scorre insieme, gli eventi e gli uomini,
come le onde incessanti dello Yang-tse-chiang, che vanno a perdersi nel mare”.
“vi sono attività intellettuali in cui non i grossi volumi, ma i piccoli trattati possono fare l'orgoglio di un uomo. Se qualcuno, per esempio, scoprisse che le pietre, in certe circostanza finora mai osservate, sono capaci di parlare, gli basterebbero poche pagine per descrivere e spiegare un fenomeno così rivoluzionario”. Io mi limiterò dunque a poche parole per annunciare che Parigi, checché ne vogliano dire altri, non esiste più. La distruzione di Parigi non è che un'illustrazione esemplare della malattia mortale che si abbatte in questo momento su tutte le grandi città, e questa malattia stessa non è che uno dei numerosi sintomi della decadenza materiale di una società. Ma Parigi aveva più da perdere di qualunque altra. È una grande fortuna essere stato giovane in questa città quando, per l'ultima volta, essa brillava di un fuoco così intenso (4).
“Le vieux Paris n'est plus (la forme d'une villeSi abitava allora in quella Parigi alta dove oggi nessuno abita più. Si costruiscono tante case nuove, nel Boulevard Raspail. Il Signor Salomon Reinach doveva ancora abitare al 36 o 38 di via Lisbona. O a un altro numero. Ma Bernard-Lazare ci passava, poteva passarci come un vicino, di passaggio. Il quartiere San Lazzaro. La via Roma e la via Costantinopoli. Tutto il quartiere d'Europa. Tutta l'Europa. Risonanze di nomi che alludevano segretamente al loro bisogno di viaggiare, alla loro facilità di viaggiare, alla loro residenza Europea. Un quartiere nei pressi della stazione che accarezzava il loro desiderio di strada ferrata, la loro facilità di mettersi in viaggio. Tutti hanno cambiato casa. Alcuni hanno trovato casa nella morte. Molti anzi. Zola abitava in via Bruxelles, all'81 o all'81 bis o all'83 di via Bruxelles. Prima udienza. - Udienza del 7 Febbraio. - Lei si chiama Emile Zola? - Sì signore. - Che professione? - Letterato. - Quanti anni ha? - Cinquantotto anni. - Dove abita? - In via Bruxelles, 81 bis. Il Signor Lodovico Halévy abitava anch'egli in via Douai, che dev'essere nello stesso quartiere, via Douai, 22 e ancor oggi, via Roma, 62, Boulevard Haussmann, 155, erano gli indirizzi di quei tempi. Anche Dreyfus era di questo quartiere. Solo Labori abita ancora al 41 o al 45 di via Condorcet. Mi si dice che solo da poco si è trasferito nel XII circondario, in via Pigalle,12. Tutta una popolazione, tutto un popolo abitava così nelle parti alte di Parigi, sulle pendici della Parigi alta e compatta, tutto un popolo, amici, nemici, che si conoscevano, non si conoscevano, ma si sentivano, si sapevano vicini di casa in quell'immensa Parigi (6).
Change plus vite, hélas! que le coeur d'un mortel)” (5)
“Non avea case di famiglia vòte”
“non v'era giunto ancor Sardanapalo a mostrar ciò che 'n camera si puote.”
“Saria tenuta allor tal maraviglia una Cianghella, un Lapo Salterello, qual or saria Cincinnato e Corniglia.”
“la vecchia Parigi non esiste più ben prima del 1910: Peguy cita Il cigno di Baudelaire (I fiori del Male sono del 1857). Alle spalle c'è lo sventramento della città indotto dai moti rivoluzionari del '48: i boulevard si controllano meglio delle strade strette, dove basta niente a fare una barricata.”