chi non è d'accordo che il sesso è una cosa umida, è inutile che continui ad ascoltarmi.Del resto anche il nostro Guido Ceronetti, nei recenti Pensieri del tè, più elegantemente afferma:
A chi non capisce l'allusione è inutile fornire la spiegazioneÈ per questo che stasera non ho intenzione di parlare del perché le centrali nucleari vadano abolite, del perché sia folle e diabolico lasciare a centinaia di generazioni future un'eredità di scorie radioattive semplicemente per pagare la miseria idiota del nostro consumismo. Parlerò piuttosto di quello strano capovolgimento di valori che impedisce a tanti di capire le ragioni morali, razionali, umane che proibiscono il nucleare.
Ebbi occasione di dire, altrove, che io sono un anti-vivisezionista ed un anti-anti-vivisezionista.Una critica che devo subito avanzare a questi miei amici, è di condividere l'idea della Scienza con la maiuscola. In genere si fronteggiano almeno due scienziati (evidentemente oggi il titolo di scienziato non si nega a nessuno) e ciascuno si dichiara più scientifico dell'altro. Troppa grazia. Si potrebbe sollevare l'argomento forte, filosofico, domandandoci con Heidegger: "la scienza pensa?". Farò ricorso invece a considerazioni più deboli.
Non hai bisogno di un meteorologo per sapere da che parte tira il ventoDi più. Oggi molti meteorologi passano la vita in stanze chiuse, seguendo davanti ad un terminale l'evoluzione di complesse equazioni e, se non hanno la passione della nautica, sono incapaci di riconoscere alla svelta la direzione del vento, quello vero.
In un arco di sei mesi nel 1973 The New York Times pubblicò le seguenti scoperte scientifiche.E l'elenco continuava. Perché allora gli amici del Movimento Popolare devono chiamare degli esperti per avere lumi sul voto al referendum? Visto che è impossibile per chiunque dominare seriamente le tematiche scientifiche e le altre coinvolte, come accennavo prima, dovranno affidarsi, per la loro scelta, ad impressioni superficiali.
Un importante istituto di ricerca spendeva più di 50.000 dollari per scoprire che il formaggio è il boccone preferito dai topi.
Un altro studio era giunto alla conclusione che il latte materno possedeva caratteristiche nutritive meglio bilanciate per gli infanti che non quello prodotto con formule commerciali. In quello studio si dimostrava anche che per i piccoli dell'uomo il latte materno era migliore del latte di vacca o del latte di capra.
In un terzo studio si stabiliva che una passeggiata è notevolmente più salutare per gli apparati respiratorio e circolatorio dell'uomo, in effetti per la sua sanità e vitalità nel loro insieme, che non una corsa in auto. Anche alla bicicletta si riconoscevano caratteristiche benefiche.
Un quarto saggio dimostrava che il succo di arance fresche ha un valore nutritivo superiore a quello del succo di arance in scatola o congelate. (3)
Quarto, finché l'uso diretto dell'energia solare non diventa un bene generale o non si ottiene la fusione controllata, ogni spreco di energia per surriscaldamento, superaccelerazione, superilluminazione ecc. dovrebbe essere attentamente evitato e, se necessario, rigidamente regolamentato.Fin qui Georgescu. Da parte mia una sola considerazione: succede spesso di mettere in discussione il consumismo in termini moralistici. Di vedere un quadro di minore dissipazione energetica e materiale come una perdita, una dolorosa ma necessaria stagione di vacche magre e musi lunghi. Penso in special modo a Berlinguer e alla sua austerità. Ci sbagliamo: basta soffermarsi per qualche minuto, magari mentre si è in coda lungo i viali, su quello che ci arriva dai cinque sensi, per sentire come questa civiltà sia tutta all'insegna di una profonda miseria, e per capire come il suo superamento possa ridare spazio, e sapore, ad una pratica di "arte del vivere" (e anche "del farsi la barba") ormai quasi perduta.
Quinto, dobbiamo curarci dalla passione morbosa per i congegni stravaganti, splendidamente illustrata da un oggetto contraddittorio come l'automobilina per il golf, e per splendori pachidermici che non entrano nel garage. Se ci riusciremo, i costruttori smetteranno di produrre simili "beni".
Sesto, dobbiamo liberarci anche della moda, quella "malattia della mente umana", come la chiamò l'abate Fernando Galiani nel suo famoso Della moneta (1750). È veramente una malattia della mente gettar via una giacca o un mobile quando possono ancora servire al loro scopo specifico. Acquistare una macchina "nuova" ogni anno e arredare la casa ogni due è un crimine bioeconomico. Altri autori hanno già proposto di fabbricare gli oggetti in modo che durino più a lungo (...). Ma è ancor più importante che i consumatori si rieduchino da sé così da disprezzare la moda. I produttori dovrebbero allora concentrarsi sulla durabilità.
Settimo, (strettamente collegato al punto precedente), i beni devono essere resi più durevoli tramite una progettazione che consenta poi di ripararli. (Per fare un esempio pratico, al giorno d'oggi molte volte dobbiamo buttar via un paio di scarpe solo perché si è rotto un laccio.)
Ottavo, (in assoluta armonia con tutte le considerazioni precedenti), dovremmo curarci per liberarci di quella che chiamo "la circumdrome del rasoio", che consiste nel radersi più in fretta per avere più tempo per lavorare a una macchina che rada più in fretta per poi avere più tempo per lavorare a una macchina che rada ancora più in fretta, e così via, ad infinitum. Questo cambiamento richiederà un gran numero di ripudi da parte di tutti quegli ambienti professionali che hanno attirato l'uomo in questa vuota regressione senza limiti. Dobbiamo renderci conto che un prerequisito importante per una buona vita è una quantità considerevole di tempo libero trascorso in maniera intelligente. (4)