"Possiamo dire francamente che il libero pensiero è la migliore garanzia contro la libertà. Concepita alla moda del giorno l'emancipazione dello spirito dello schiavo è il miglior modo di impedire l'emancipazione dello schiavo. Insegnategli a torturarsi per sapere se vuol essere libero e non si libererà. (...) l'uomo che vediamo ogni giorno - l'operaio della fabbrica del signor Gradgrind, il piccolo impiegato del signor Gradgrind - ha la mente troppo affaticata per credere nella libertà; egli è tenuto tranquillo dalla letteratura rivoluzionaria; è ammansito e tenuto al suo posto da una costante successione di pazzesche filosofie. Un giorno è marxista, un altro giorno nietzschiano, un altro giorno (probabilmente) superuomo e tutti i giorni schiavo. La sola cosa che resta al disopra di tutte le filosofie è la fabbrica. Il solo uomo che guadagna con tutte le filosofie è Gradgrind: gli mette conto tenere la sua iloteria commerciale sempre fornita di letteratura scettica. E, ora che ci penso, Gradgrind è famoso precisamente per i suoi doni librari; mostra dell'intuito: tutti i libri moderni sono dalla parte sua. Finché la visione del cielo cambierà continuamente, la visione della terra sarà esattamente la stessa. Nessun ideale durerà abbastanza per essere realizzato, nemmeno in parte. I giovani d'oggi non cambieranno mai le cose che li circondano, perché cambieranno sempre il loro pensiero. (1)"
"Ma non si dice che chi tutto comprende tutto perdona?". "Così si dice. Ma è un altro di quei proverbi che non hanno senso, un luogo comune tra i più amati che ci siano. Chi tutto comprende non comprende solo il colpevole, ma anche il giudice che pronuncia la sentenza contro di lui e il carnefice che la esegue. Io direi più modestamente che anche se non comprendo i fatti e le loro connessioni, li ammiro come un capolavoro".
"Allora la pensa diversamente da quelli che dicono che Dio non può esistere perché questo mondo è un luogo di orrori".
Dobrowsky rise. "Anche se non sono che un misero poliziotto, non vorrà attribuirmi simili banalità". (3)
Le mie scarpe sono tutte ricoperte di ornamenti, formati da dentelli e forellini, lavoro questo che è stato eseguito dal calzolaio e che non gli è stato pagato. Vado dal calzolaio e gli dico: "Per un paio di scarpe lei chiede trenta corone. Io gliene darò quaranta". In questo modo ho portato quest'uomo al settimo cielo ed egli mi ricambierà con un lavoro e un materiale che, quanto a bontà, non avrà rapporto con il maggior compenso. Egli è felice. È raro che la felicità entri nella sua casa. Egli si trova di fronte a un uomo che lo capisce, che apprezza il suo lavoro e non dubita della sua onestà. Con l'immaginazione vede già dinanzi a sé le scarpe finite. Sa dove trovare oggi il cuoio migliore, sa a quale lavorante affidare le scarpe, e le scarpe porteranno esattamente tanti dentelli e tanti puntini quanti se ne trovano in una scarpa elegante. A questo punto io aggiungo: "Però pongo una condizione. La scarpa deve essere completamente liscia". Ora, dal settimo cielo l'ho precipitato nel Tartaro. Egli avrà meno lavoro, ma gli ho tolto tutta la gioia che esso gli dava. (5)Questo "lavoro in più", il mantenere un'irrinunciabile dimensione rituale o estetica, caratterizza prima di tutto il modo dell'attività. Pensate alla calligrafia e al suo riscattare il lavoro della scrittura dall'essere meccanica funzione di codifica di un messaggio parlato.
I vasi sanguigni, dall'aorta ai capillari, formano un altro tipo di continuo. Essi si ramificano e suddividono e ramificano ancora fino a diventare così stretti che i globuli del sangue, per passare, sono costretti a disporsi in fila indiana. La natura della loro ramificazione è frattale. La loro struttura assomiglia a uno di quei mostruosi oggetti immaginari concepiti dai matematici della svolta del secolo così cari a Mandelbrot. Per una necessità fisiologica, i vasi sanguigni devono eseguire un po' di magia dimensionale. Esattamente come la curva di Koch, per esempio, comprime una linea di lunghezza infinita in una piccola area, così l'apparato circolatorio deve comprimere una superficie immensa in un volume limitato. In rapporto alle risorse del corpo, il sangue è molto costoso e lo spazio dev'essere sfruttato con la massima oculatezza ed economia. La struttura frattale ha consentito alla natura di risolvere il problema in modo così efficiente che, nella maggior parte dei tessuti, nessuna cellula dista da un vaso sanguigno più di tre o quattro cellule. Eppure i vasi sanguigni e il sangue occupano ben poco spazio, non più del cinque per cento circa del corpo. È, come si espresse Mandelbrot, la "sindrome del Mercante di Venezia"; non solo non si può togliere una libbra di carne senza cavare sangue, ma neppure un milligrammo. (7)Con la sua felice espressione Mandelbrot ha riformulato quella che è una delle linee guida del pensiero ecologico: l'idea che il mondo sia una struttura compatta e completamente interagente. Solo che non sempre se ne traggono tutte le conseguenze, come quella che mette irrimediabilmente in contraddizione la nuova visione olistica con la tradizione liberale.
e ancor più lontano, a un'incredibile altezza,C'è un pessimismo diffuso tra chi si preoccupa delle condizioni presenti della specie e del pianeta e confronta la lentezza della crescita delle nuove consapevolezze ecologiche, e quella ancor più lenta di comportamenti materiali non distruttivi, con la velocità dei processi che producono aumento della dissipazione energetica e materiale, attacco all'ecosistema, distruzione degli ultimi resti di cultura autonoma e non mercantile.
nel cielo un orologio illuminato
proclamava che il tempo non era giusto, né errato
Robert Frost
A Parigi, all'epoca dei primi telefoni, Degas era stato invitato a pranzo da un mecenate che si era appena fatto installare il nuovo strumento e che, per mettere in rilievo l'invenzione, aveva fatto in modo di ricevere una telefonata proprio in presenza dell'artista. Tornato, guardò impaziente il suo ospite. "È questo dunque il telefono?" disse Degas "Uno suona e Lei accorre?" (10)